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Tutt’altro che leggenda: Il CSJ Missioni rilancia la raccolta dei tappi di plastica

di Mariaelena Aceti

Secondo un antico detto genovese “un buon pasto dura tre giorni. Il saper preparare gli avanzi in modo ancora presentabile è un bel risparmio oltre che un'arte”. Così scriveva Olindo Guerrini nel suo libro “L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa” edito nei primi anni dell'Ottocento.
Due secoli dopo, l’alchimia del riciclo fa degli imballaggi in plastica, il moderno “avanzo” della merce consumata, una palestra d'ingegno che ben si adatta alla diversa economia dei giorni nostri. L'uomo d'oggi infatti, percepisce la finitezza delle risorse e comincia a fare i conti con i limiti del sistema. La coscienza del limite ambientale da rispettare rappresenta un nuovo e importante termine di confronto per l'industria dei materiali plastici per imballaggio che vengono ormai progettati non solo per la loro vita ma anche per ‘il fine vita’, al fine di facilitarne il recupero e il riciclo.
Convinti che solo una cultura improntata all’ “alleanza tra essere umano e ambiente” - come ricorda papa Benedetto XVI nella “Caritas in Veritate” - è capace di modellare abitudini nei consumatori e strategie industriali e commerciali tese alla massima riduzione dei materiali plastici ed essa si fa strada attraverso la pratica di quotidiani gesti responsabili nei confronti della natura e dell’umanità, i volontari del CSJ Missioni onlus promuovono da alcuni anni la raccolta dei tappi di plastica nel comune di Fisciano.

Il segreto di questa fortunata iniziativa che ha preso piede in diverse parti d’Italia sta nel felice connubio tra ecologia e solidarietà. Infatti, se separare ogni tappo può risultare seccante e quasi superfluo, farlo sicuri di dare così il proprio contributo ad un progetto di solidarietà aggiunge quella motivazione in più che serve a compiere il gesto.
Lo ha capito, tra i primi in Francia, un'associazione che, non a caso, si chiama “Bouchons d'Amour”, cioè “Tappi d'Amore” e che dagli anni ’90 realizza la più imponente raccolta di tappi di plastica al mondo. L'organizzazione, interamente basata sul volontariato, ha centinaia di punti di raccolta che coprono tutta la Francia, ognuno coordinato da un capo area, che oltre a gestire la raccolta deve trovare i locali idonei per depositare i tappi. In Italia la raccolta dei tappi è stata realizzata, per prima dalla Toscana, dove è coordinata da organizzazioni religiose, quali la Caritas o le Confraternite di Misericordia. Ma negli ultimi anni si è diffusa da nord a sud della penisola, trovando seguito non solo tra le onlus, ma anche nell’azione solidale di compagnie quali, ad esempio, l’Alitalia.
Una tonnellata rende circa 130 euro e corrisponde a 400 – 500 mila tappi di plastica. Verrebbe da dire: non vi sembra che lo sforzo non valga la candela? In fondo, chiedendo a tutti questi volontari di donare 1 centesimo di euro anziché un tappo, si potrebbero raccogliere molti più soldi. "Certo – risponde Bruno Persiano, responsabile della raccolta -, ma noi crediamo che questa azione sia più educativa che mettere mano al portafoglio. Così le persone vengono coinvolte maggiormente e dedicano più attenzione ai problemi dell'Africa. Inoltre si rendono conto dell'importanza di riciclare i rifiuti ed evitano di lasciare i tappi sulle bottiglie di plastica, visto che non possono venir riciclati insieme". Il materiale di cui sono fatti i tappi, infatti, è Polietilene (PE) mentre quello delle bottiglie è Polietilene Tereflatato (PET) e il processo di riciclaggio per i due materiali è differente. “Il tappo lasciato sulla bottiglia rappresenta un inquinante nel processo di riciclaggio del PET”, continua il signor Persiano. Ma perché non raccogliere le bottiglie di plastica invece dei tappi, si otterrebbe molto più denaro per le opere di beneficenza? Chiedendo ai volontari si scopre che il motivo sta nel fatto che legge lo vieta perché la raccolta dei rifiuti urbani è affidata a società che ne hanno la concessione in esclusiva. Le bottiglie, quindi, possono essere raccolte solo da questi enti, mentre i tappi non sono considerati rifiuto urbano e così anche i privati o le associazioni possono farsene carico.
Organizzare la raccolta tuttavia non è un gioco da ragazzi: occorrono spazi ampi per lo stoccaggio delle tonnellate di tappi ed è necessario individuare aziende di riciclaggio sensibili al valore di recupero degli imballaggi, in genere si tratta di imprese legate alla filiera CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e prossime alle sedi di stoccaggio. “Una difficoltà è anche quella di trovare dei camion con cui portare gratuitamente tutto questo materiale alle società di riciclaggio aggiunge il responsabile della raccolta del CSJ Missioni -. Noi abbiamo dei volontari che ci prestano i loro furgoni, ma ci vorrebbero mezzi di trasporto più grandi perché altrimenti gran parte di quello che si guadagna se ne va nelle spese di trasporto".
Si tratta di questioni tutt'altro che marginali perché rivelano che la raccolta dei tappi di plastica di per sé è un'operazione anti-economica, se si considerano i costi per promuovere l'iniziativa, quelli sostenuti dai volontari per il trasporto del materiale al punto di raccolta, quelli di deposito e infine quelli per portare i tappi presso le società di riciclaggio. Diventa invece un'attività molto importante se si guarda ad un risultato di carattere più generale e cioè quello di sensibilizzare una comunità rispetto a un problema come quello delle condizioni di vita nei Paesi sottosviluppati, attivando una rete di volontari capaci di mobilitarsi su nuove iniziative. Le scuole di ogni ordine e grado sono un terreno particolarmente favorevole a questo tipo di raccolta. A differenza di altri materiali, il tappo di plastica è alla portata di tutti, perfino dei bambini. Sono loro i più validi collaboratori del CSJ Missioni in questa attività e loro i maestri di ecologia e solidarietà per i loro genitori.
Tutt’altro dunque che una leggenda metropolitana, come talvolta si tenta di far credere. È chiaro che la raccolta dei tappi di plastica per riuscire a finanziare progetti di solidarietà ha bisogno di trovare alleanze locali su vasta scala, perché è la quantità che fa la differenza. “A Fisciano, lavorare d’intesa con gli istituti comprensivi, l’università e gli enti locali, ma anche contare sull’appoggio dell’azienda di smaltimento dei rifiuti per la raccolta porta a porta dei tappi – conclude Bruno Persiano – può farci fare un salto enorme nel finanziamento dei progetti missionari. È l’impegno che come CSJ Missioni, ci siamo dati per quest’anno”. Lo fanno al nord, ma anche nella vicina Nola, perché non dovrebbe volerlo il comune di Fisciano che è tra i più ‘ricicloni’ d’Italia.

Ultimo aggiornamento (Martedì 05 Aprile 2011 08:52)